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ASD E SSD: Il Ciclo Passivo Delle Fatture

ASD e SSD: il ciclo passivo delle fatture

In questi primi mesi di entrata in vigore della fattura elettronica sono stati diversi i dubbi, gli interrogativi e alcune difficoltà che i privati, le aziende e le associazioni sportive hanno dovuto affrontare. Un caso particolare è quello relativo alla distinzione tra il cosiddetto ciclo attivo e quello del ciclo passivo. Scopriamo di cosa si tratta e perché è importante approfondire la questione sul ciclo passivo della fatturazione elettronica per ASD e SSD.

Ciclo attivo e ciclo passivo

Il “ciclo attivo” e il “ciclo passivo” sono due fasi della fatturazione elettronica. La distinzione è dovuta sia alle diverse caratteristiche specifiche di ogni fase, sia perché può capitare che alcuni enti fiscali, come nel caso delle associazioni sportive, possano essere esentati da una delle due.

Per ciclo attivo si intendono le operazioni di vendita di un bene o di un servizio, con la relativa gestione e archiviazione dei documenti fiscali emessi e dei relativi dati anagrafici dei clienti. In maniera sintetica e più tecnica, il ciclo attivo riguarda l’emissione della fattura elettronica in formato XML e il suo invio tramite l’SDI (Sistema di Interscambio) dell’Agenzia delle Entrate. Viceversa per ciclo passivo è da intendersi la fase di ricezione della fattura elettronica (sempre in formato XML) che è disponibile nel cassetto telematico di ogni cliente.

Come abbiamo anticipato, tra gli obblighi contabili delle associazioni sportive, può non rientrare quello dell’emissione (ciclo attivo) della fatturazione elettronica. Ma, così come in molti altri casi, la fattura elettronica può essere ricevuta e si parla quindi di ciclo passivo della fatturazione elettronica per ASD e SSD.

Il ciclo passivo per le realtà sportive

Le ASD senza Partita IVA

Per quel che riguarda la ricezione delle fatture elettroniche per le ASD che non hanno Partita IVA (e hanno quindi solamente il codice fisale), bisogna seguire le indicazioni previste per le Persone Fisiche. In questo caso la procedura è molto semplice, in quanto non ci sono cambiamenti e le ASD possono continuare ad operare come hanno fatto fino al 31/12/2018, giorno precedente all’introduzione della fattura elettronica. In questo caso, quindi, le ASD hanno il diritto di avere dai propri fornitori (che emettono regolarmente la fattura elettronica) la sola copia cartacea della stessa, senza alcun obbligo di conservazione. Nel caso in cui le ASD siano comunque dotate di indirizzo di posta certificato (PEC) o di altro strumento di ricezione delle fatture, possono comunicarlo ai propri fornitori e richiedere l’invio della fattura tramite quei canali.

Il regime forfettario (ex L. 398/1991)

Molto diversa la questione per le realtà sportive che hanno aderito al regime forfettario. In questo caso la situazione è meno lineare, in quanto non c’è, nonostante diverse comunicazioni inoltrate all’Agenzia delle Entrate, chiarezza su quali siano gli obblighi e gli esoneri per questo tipo di regime fiscale. Il consiglio, anche perché sono diversi gli elementi che fanno propendere verso questa tesi e perché nel dubbio è sempre meglio tutelarsi maggiormente, è quello di ricevere e conservare le fatture elettroniche ricevute dalla realtà sportive in regime forfettario. Anche perché, nota a margine di non poco valore, i servizi per la ricezione delle fatture elettroniche sono completamente gratuiti sul sito dell’Agenzia delle Entrate e anche semplici da utilizzare.

Nei prossimi mesi e, presumibilmente nei prossimi anni, quello della fatturazione elettronica, sia il ciclo attivo che quello passivo, diverrà l’unico metodo di gestione fiscale; tanto vale allinearsi per tempo.

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