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Come Funzionano Le Tasse Sui Diritti D’autore

Come funzionano le tasse sui diritti d’autore

A differenza di altri tipi di redditi, il ricavato proveniente dai diritti d’autore ha un particolare trattamento fiscale. Su questo tipo di introiti ci sono molte puntualizzazioni che meritano di essere fatte. Innanzitutto per comprendere quali sono i vantaggi fiscali, ma anche per distinguere la tassazione in funzione del tipo di rapporto di lavoro. Ma andiamo con ordine.

Cosa sono i diritti d’autore

Prima di passare a esplicitare le tasse che si pagano sui cosiddetti diritti d’autore è bene soffermarci brevemente sulla definizione di questo particolare istituto giuridico. Si è soliti parlare del diritto d’autore solamente in relazione al problema della pirateria, ma esso ha una valenza maggiore. Va innanzitutto fatta una distinzione non solamente terminologica: i diritti d’autore non sono da confondere con il copyright. Il diritto d’autore è riconosciuto in quei Paesi dove vige un ordinamento di civil law, mentre il copyright ha validità in quelli di common law. Tanto per capire meglio questa differenza è bene sottolineare come in Italia valga il diritto d’autore mentre in Stati come il Regno Unito e gli Stati Uniti ci si avvalga dell’istituto del copyright.

Puntualizzata questa distinzione possiamo definire il diritto d’autore come quella garanzia e tutela che viene riconosciuta all’autore di un’opera. Tale tutela non è solo economica, ma anche morale. Il diritto d’autore nasce con lo scopo di sostenere l’investimento (di tempo, di ingegno e di denaro) che un autore ha impiegato per la realizzazione di una data opera.

Questo significa, anche per comprendere meglio il discorso sulle tasse applicate ai proventi dei diritti d’autore, che l’autore ha il potere decisionale e la responsabilità sull’opera che egli ha creato. Egli infatti può utilizzare liberamente tale opera, rivendicarne la paternità e gestirne la diffusione. Parallelamente egli può anche percepire del denaro per l’utilizzo dell’opera da egli creata. E qui subentra il discorso sulla tassazione che ci interessa.

La tassazione

Il titolare del diritto d’autore può cedere i diritti di tipo patrimoniale, ma non quelli di tipo morale. La cessione del diritto d’autore avviene tramite la sottoscrizione di un contratto con un adeguato ritorno economico. Possono verificarsi diverse situazioni:

  • diritti d’autore da lavoro dipendente;
  • diritti d’autore come lavoratore autonomo;
  • diritti d’autore come redditi diversi.

Scopriamo quali sono le differenze.

Cessione diritti d’autore tramite lavoro dipendente

Questo è il caso più semplice, in quanto le tasse sui proventi dei diritti d’autore sono assimilati a quelli del lavoro da dipendente. La tassazione è quindi coerente all’inquadramento fiscale al quale si è sottoposti.

Cessione diritti d’autore come lavoratore autonomo

Nel caso in cui i diritti d’autore generino proventi come lavoratore autonomo, le tasse saranno solamente del 75%, in quanto c’è una deduzione forfettaria (del 25%). Tale deduzione può arrivare anche al 40% nel caso in cui la cessione del diritto d’autore avviene da parte di un soggetto fiscale che ha meno di 35 anni.

Cessione dei diritti d’autore come redditi diversi

Qualora i redditi del diritto d’autore venissero identificati come redditi diversi la tassazione è sempre del 75% (deduzione del 25%) a prescindere dall’età del contribuente.

Infine, per tutti i casi qui menzionati, va ricordato che le tasse sui diritti d’autore sono esclusivamente ai fini IRPEF. Su questi introiti, quindi, non devono essere versate imposte ai fini pensionistici.

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