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Contenzioso Tributario: Guida E Informazioni Utili

Contenzioso tributario: guida e informazioni utili

In questo nostro approfondimento vogliamo parlare del contenzioso tributario, ovvero di quel procedimento giurisdizionale che permette al contribuente di impugnare gli atti amministrativi emessi dall’amministrazione finanziaria. Scoprire cosa si intende per contenzioso tributario, capire come funziona e come evitarlo, è importante anche alla luce delle recenti modifiche che hanno reso obbligatorio l’utilizzo degli strumenti telematici. È infatti attivo il Processo Tributario Telematico (PTT) che è in vigore per i giudizi di primo e secondo grado il cui ricorso è stato notificato dal 1 luglio 2019. A proposito del contenzioso tributario telematico è presente una guida online che permette di approfondire i vari aspetti della questione.

Come funziona il contenzioso tributario

Come si legge nella guida dell’Agenzia delle Entrate: “Se il contribuente ritiene illegittimo o infondato un atto emesso nei suoi confronti (per esempio, un avviso di liquidazione o di accertamento, una cartella di pagamento), può rivolgersi alla Commissione tributaria provinciale per chiederne l’annullamento totale o parziale.” In questo tipo di istituto rientrano:

  • le controversie di natura catastale;
  • le controversie relative a tutti i tipi di tributi, sia regionali che provinciali e comunali.

Il ricorso all’utilizzo del processo tributario va sempre ponderato, in quanto ha un costo che, in caso di condanna, è completamente a carico del contribuente che lo ha richiesto.

I gradi di giudizio

Nel contenzioso tributario esistono due gradi di giudizio:

  • il primo grado – davanti alla Commissione tributaria provinciale competente;
  • l’appello – davanti alla Commissione tributaria regionale alla quale si può ricorrere impugnando le sentenze della Commissione tributaria provinciale.

Per le sentenze in appello emesse dalla Commissione tributaria regionale esiste la possibilità di ricorrere in Cassazione. In alternativa esiste una mediazione per il contenzioso tributario in atto con un accordo tra le parti.

L’avvio del processo

La prima fase del processo tributario è la proposizione del ricorso alla Commissione tributaria competente. Questo atto deve essere notificato a chi ha emanato l’atto impugnato entro 60 giorni da quanto il contribuente ha ricevuto l’atto per il quale sta avviando il processo per il contenzioso tributario. In ogni ricorso devono essere specificati: le ragioni del contenzioso, l’atto che viene impugnato, l’ufficio che lo ha emesso, il codice fiscale e la PEC del contribuente, i dati del legale rappresentante e la Commissione tributaria a cui ci si rivolge. È fondamentale che tutti questi dati siano presenti, pensa l’inammissibilità del contenzioso.

Il processo telematico

A seguito della riforma del contenzioso tributario è stato istituito il cosiddetto processo telematico, che, in ottemperanza al decreto legge 119/2018. Il processo viene avviato per via telematica tramite l’apposita applicazione sviluppata dal Dipartimento delle Finanze. Per i contribuenti che hanno contenziosi inferiori ai tremila euro sono esentati dall’obbligo di presentare le pratiche del processo per via telematica. Per poter accedere a tale servizio e ottenere approfondimenti e maggiori informazioni è possibile usufruire del portale del Sistema Informativo della Giustizia Tributaria.

Strumenti per evitare il processo tributario

È possibile, come già anticipato, sottrarsi a questo tipo di processo. Come evitare il contenzioso tributario? Esistono degli istituti amministrativi, noti come strumenti deflattivi del contenzioso, che permettono al contribuente di trovare un accordo con l’ufficio amministrativo che ha emesso l’atto. Con questi strumenti il contribuente ha anche il vantaggio di una riduzione sulle sanzioni che altrimenti sarebbe costretto a pagare. Tra gli strumenti deflattivi del contenzioso troviamo l’autotutela e la conciliazione giudiziale (sia in udienza che fuori udienza).

Il pagamento dei tributi

Nel caso in cui l’esito del ricorso non sia a favore di chi lo ha richiesto, egli sarà obbligato, come detto, al pagamento degli importi dovuti e, in alcuni casi, anche delle sanzioni accessorie. Per alcuni tipi di tributi è possibile ottenere la riscossione frazionata, che varia in base alla fase del ricorso e al tipo di sentenza emessa.

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