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Da ASD A SSD: Come E Perché Farlo

Da ASD a SSD: come e perché farlo

Tra Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e Società Sportive Dilettantistiche (SSD) ci sono molte differenze che è bene conoscere per comprendere quale tipo di impostazione dare alla propria realtà professionale. In alcuni casi, come vedremo, può essere utile passare da un’ASD a una SSD, in modo da ottimizzare i guadagni e non solo.

Perché passare da un’ASD a una SSD

Sono diversi, come detto, i punti sui quali focalizzare l’attenzione del passaggio da un’ASD a una SSD. I punti chiave su cui ragionare sono:

  • vita sociale;
  • gestione contabile;
  • soci e tesserati;
  • responsabilità.

Entriamo nel dettaglio di ciascuna di queste sfere per capire quando conviene che un’ASD si trasformi in una SSD.

La vita sociale

Un primo aspetto di grande importanza per cui può essere utile valutare il passaggio da ASD a SSD è quello relativo alla gestione della vita sociale. Gli associati di un’ASD, infatti, devono essere trattati secondo principi di uguaglianza, aspetto questo troppo spesso snobbato e trascurato. Tale negligenza, come dimostrato dalla chiarificazione avvenuta da parte dell’Agenzia delle Entrate (Circolare 9/E del 24/04/2013) può portare l’ASD a perdere lo status di regime agevolato. Tali problemi non ci sono nel caso delle SSD in quanto queste hanno una vita sociale molto regolamentata. In questo modo si evitano complicazioni e contestazioni di vario tipo.

La gestione contabile

Le ASD hanno una gestione contabile minima, ma ha un problema: ignorare l’aspetto finanziario dell’associazione sportiva. Le ASD, infatti, devono registrare solamente le entrate e le uscite, mentre le SSD hanno l’obbligo della tenuta contabile e della presentazione del bilancio sociale secondo schemi specifici. Per quanto possa apparire come un obbligo maggiore, la gestione contabile delle SSD consente di avere un controllo maggiore e dettagliato tale, tra le altre cose, a garantir un’efficienza maggiore dell’intera società sportiva dilettantistica.

I soci e i tesserati

Anche per quel che riguarda la distinzione tra soci, tesserati e volontari nelle ASD è spesso oggetto di ambiguità e complicazioni. Discorso diverso, invece, per le SSD dove ogni ruolo è ben distinto e lo status di socio è riconosciuto dalla certificazione ottenuta dalla Camera di Commercio. Inoltre, sempre nelle SSD, il voto di ogni socio proporzionale alle quote di cui ciascuno di essi è in possesso, mentre nelle ASD ognuno ha lo stesso potere di voto. Questa distinzione consente di tutelare, nelle SSD, i soci che nel corso degli anni hanno investito tempo e risorse in quella società sportiva.

Le responsabilità

Il passaggio da ASD a SSD, infine, tutela il patrimonio personale dei soci in quanto la società sportiva dilettantistica ha una propria autonomia patrimoniale. Un altro vantaggio inerente alle responsabilità è quello relativo ai casi di fallimento. Se fallisce una SSD i soci non vengono coinvolti, mentre potrebbero esserlo nel caso fallisse l’ASD di cui fanno parte.

La trasformazione da ASD e SSD conviene, ma è sempre doveroso analizzare ogni singola realtà, soprattutto in quelle in cui ci sono guadagni derivanti da attività commerciali.

Come procedere

Per passare da ASD a SSD è necessario convocare un’assemblea straordinaria dell’associazione e discutere del cambiamento. Tale assemblea è fondamentale per permettere agli eventuali associati che non volessero assumere il ruolo di soci della nuova società sportiva, di dimettersi per tempo. Dopo questa assemblea è necessario convocarne una seconda con la presenza di un notaio che ratifichi la decisione degli associati e ponga le basi per la costituzione della società sportiva dilettantistica. Perché il passaggio possa essere completato, inoltre, è necessario che l’ASD non abbia ricevuto contributi pubblici. Infine è necessaria anche una perizia che stimi il valore dei beni dell’associazione che diverrà parte del patrimonio della nuova società. La trasformazione ha effetto solamente dopo 60 giorni dall’iscrizione del verbale di approvazione del cambiamento presso il Registro delle Imprese.

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