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Istruttori Sportivi: Quale Regime Fiscale Scegliere

Istruttori sportivi: quale regime fiscale scegliere

Il mondo dello sport è particolarmente articolato dal punto di vista delle figure professionali che in esso vi operano. Oltre al grande interesse che suscita a livello agonistico e per la passione che annualmente coinvolge un numero considerevole di persone, sono tanti coloro che lavorano all’interno di questo settore e aspirano a farlo in maniera sempre più stabile e continuativa. Parliamo quindi degli istruttori sportivi, volendo approfondire la loro situazione tributaria, chiarendo quale possano essere i vari regimi fiscali disponibili. E di conseguenza quale scegliere.

L’inquadramento fiscale

Anche in virtù delle particolarità che le ASD e le SSD hanno dal punto di vista fiscale e tributario, è opportuno definire l’inquadramento che ogni istruttore sportivo può adottare. Ne esistono diversi:

  • prestazione occasionale-,
  • partita IVA.

Tale inquadramento fiscale è importante soprattutto per coloro che intraprendono la carriera da istruttore all’interno del mondo dello sport. Ogni regime fiscale ha i suoi obblighi e le sue peculiarità, che è doveroso conoscere per capirne le differenze e quali sono le conseguenze sui propri guadagni.

Le prestazioni occasionali

Uno dei principali accordi che spesso intercorrono tra gli istruttori sportivi e le varie associazioni è quello della prestazione occasionale, disciplinato dall’articolo 67 (primo comma, lettera m) del Testo unico delle imposte sui redditi, nella sezione sui Redditi diversi. Questo articolo stabilisce che sono da considerare come reddito “le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale”. Tali redditi devono essere erogati per gli istruttori che svolgono “attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto.” Questo tipo di inquadramento è da applicare a coloro che non hanno un contratto di subordinazione con l’associazione o la società sportiva per la quale lavorano.

La partita IVA

Quella della partita IVA rimane ad oggi la soluzione fiscale migliore e più chiara sia per le associazioni e le società sportive che per i singoli istruttori. Anche chi opera nel settore dello sport può aderire al regime forfettario, con un coefficiente di redditività del 78% e un tetto massimo di ricavi annui che ammonta a 65000€.

Il contratto

La sottoscrizione di un contratto per la collaborazione sportiva è molto semplice e non richiede particolari vincoli o requisiti. La legge prevede che la società sportiva comunichi l’inizio e la fine del rapporto di collaborazione e rilasci l’apposita certificazione con tutti i compensi sportivi che l’istruttore ha percepito durante l’anno solare. Tali compensi, se di importo minore a 10000€ annui, non formano un reddito tassabile. Anche i rimborsi spese (purché siano documentabili) relativi all’alloggio, al vitto e agli spostamenti che l’istruttore deve sostenere in occasione di prestazioni da svolgere fuori dal territorio del comune di appartenenza del centro sportivo, non contribuiscono a formare il reddito tassabile.

Per quanto l’accordo tra le parti è molto semplice e poco vincolante dal punto di vista legale, il consiglio è quello di redigere una lettera d’incarico nella quale specificare le varie componenti dell’accordo. Tra gli elementi da inserire si suggerisce di indicare quelli relativi al tipo di attività prevista, alle responsabilità dell’istruttore e al compenso pattuito. Va inoltre ricordato che il compenso può essere modificato e rivisto dalle parti in qualsiasi momento.

I vincoli di subordinazione

Come detto nei confronti degli istruttori sportivi non devono intercorrere vincoli di subordinazione. Questo significa che ogni allenatore può svolgere liberamente le ore di lezione previste. Parallelamente ogni istruttore ha la facoltà di svolgere anche incarichi presso altre associazioni o società sportive dilettantistiche.

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