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Istruttori Sportivi, Quali Sono Gli Attestati Obbligatori

Istruttori sportivi, quali sono gli attestati obbligatori

Il ruolo degli istruttori sportivi è molto affascinante, in quanto si occupa di permettere di raggiungere obiettivi atletici, fisici, personali o di squadra molto gratificanti. Allo stesso tempo è un tipo di attività che rischia di essere snobbata o sottovalutata, in quanto si crede che le competenze tecniche siano ad appannaggio di tutti. Ecco perché è importante comprendere più da vicino quali sono gli attestati e i documenti obbligatori per intraprendere la carriera da istruttore sportivo. Tale analisi è utile a due scopi: capire cosa fare per svolgere questa professione, ma anche individuare e rivolgersi esclusivamente a istruttori sportivi qualificati.

I titoli

A differenza di quanto troppo spesso si dica (e si pensi) in materia di attestati obbligatori, gli istruttori sportivi (ma anche i maestri di sport e gli allenatori) devono essere in possesso di una certificazione valida. Per essere considerata tale, questo attestato deve essere rilasciato dal CONI, da una Federazione Sportiva riconosciuta dal CONI, da un Ente di Promozione Sportiva (sempre riconosciuto dal CONI), da un’università tramite il rilascio di lauree in facoltà di Scienze Motorie o, ancora, da parte di entri equiparati, quali possono essere gli Albi Professionali, le Accademie o le Associazioni di Categoria.

Inoltre è importante sottolineare come la legge in materia preveda normative sia nazionali (come il Decreto Legislativo 242 del 23/07/1999). Allo stesso tempo sono presenti anche normative regionali in materia di abilitazione all’esercizio dell’attività di istruttori sportivi. Per la Regione Lazio, ad esempio, esiste la Legge Regionale 15 del 20/06/2002, nota anche con il nome di Testo unico di materia di sport che regolamenta la promozione e la “diffusione della cultura e della pratica delle attività motorie e sportive, riconoscendone la centrale funzione sociale, al fine di favorire il benessere della persona e della comunità, la prevenzione della malattia e delle cause del disagio, le precipue politiche occupazionali e di promozione turistica”.

Come guadagnare con l’attività di istruttore sportivo

Il settore dello sport è molto articolato, ma in alcuni casi presenta ancora delle lacune o delle generalizzazioni. È il caso, ad esempio, dei cosiddetti “compensi di natura sportiva” che, in alcuni casi, sono esenti per le ASD, dal pagamento delle tasse. Va quindi specificato che questo tipo di compensi (ex art. 37 L. 342/2000) viene erogato sia per le prestazioni squisitamente sportive (istruttori, allenatori, tecnici, eccetera) che per quelle di natura amministrativa-gestionale (segreteria, amministrazione, attività collaterali, eccetera).

La formazione degli istruttori sportivi

La condizione di coloro che svolgono attività di allenatori e istruttori sportivi è troppo spesso lasciata in balia della loro buona volontà. Per questo motivo il CONI ha istituito il Sistema Nazionale di Qualifiche dei Tecnici Sportivi che ha l’obiettivo di “valorizzare anche le possibili sinergie con tutte le altre organizzazioni che fanno parte del movimento sportivo italiano e che, con ruoli diversi, sono coinvolte nella formazione dei diversi operatori sportivi”. Allo stesso tempo è stato redatto un Piano Nazionale di Formazione dei Quadri Sportivi che vuole essere “la risposta efficace alla sfida del cambiamento in atto nel mondo della formazione dei tecnici sportivi, con l’obiettivo di offrire al mondo sportivo e all’intera Società italiana le soluzioni idonee a potenziare le competenze degli operatori, a garantire al massimo gli utenti delle attività sportive e quindi a sopperire alle carenze menzionate in precedenza”.

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