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Le Sanzioni Per Chi Non Emette La Fattura Elettronica

Le sanzioni per chi non emette la fattura elettronica

Una delle questioni più rilevanti che coinvolgeranno i professionisti nei prossimi mesi, soprattutto a partire dal prossimo anno, è quella che riguarda l’obbligo di emettere la fattura elettronica. Si tratta di una novità molto importante prevista dalla Finanziaria 2018 che, tra chiarimenti, specifiche e proroghe diverrà definitivamente obbligatoria a partire dall’inizio del prossimo anno. Abbiamo avuto modo di approfondire la novità per le aziende relativa all’introduzione dell’obbligo dell’emissione della fattura elettronica tra privati, vogliamo ora analizzare quali sono le sanzioni relative a questa novità fiscale.

Comprendere quali saranno le sanzioni applicate è doveroso in quanto è e sarà il principale argomento di comprensione da parte di quelle realtà professionali restie ad adeguarsi e allinearsi con il nuovo sistema di fatturazione elettronica.

I vantaggi della fatturazione elettronica

Andando oltre quelli che sono gli obblighi di legge, con annesse sanzioni di cui parleremo subito dopo, quali sono i vantaggi della fatturazione elettronica per il contribuente? Essenzialmente si tratta di snellire, velocizzare e monitorare il flusso fiscale derivante dall’attività delle imprese sparse sul territorio nazionale. Oltre a puntare a contrastare in maniera più incisiva il diffuso fenomeno dell’evasione fiscale, il sistema attuato dall’introduzione delle fatture elettroniche mira anche a migliorare la gestione dell’intero iter (con un netto risparmio delle risorse pubbliche), nonché a ridurre gli errori e i tempi di attesa per la gestione degli adempimenti fiscali.

Fattura elettronica b2b cosa significa

Quando si parla di fatture elettroniche molto spesso si vede utilizzato la sigla B2B, a cosa fa riferimento? Con l’acronimo business-to-business, B2B appunto, si intendono “le transazioni commerciali elettroniche tra imprese, distinguendole da quelle che intercorrono tra le imprese e altri gruppi, come quelle tra una ditta e i consumatori/clienti”. È quindi una sigla che specifica la fatturazione elettronica come relativa a due imprese. Ricordiamo che le fatturazioni elettroniche saranno obbligatorie per tutti i professionisti, rimanendo escluse solamente quelle organizzazioni che utilizzano il ‘regime del minimo’ e tutte quelle, come per le fatture verso la Pubblica Amministrazione (PA), che già da tempo venivano create, trasmesse e conservate con questa modalità.

Tempi di emissione della fattura elettronica

Emettere una fattura elettronica è obbligatorio per tutti, siano essi contribuenti con partita IVA, siano essi consumatori finali (che utilizzano quindi il Codice Fiscale per la fatturazione elettronica). La mancata emissione della fattura, senza alcun tipo di novità in tal senso, costituisce un reato passibile di pena pecuniaria con un importo tra il 100% e il 200% dell’imposta sull’imponibile che non è stata registrata.

Come funziona, invece, con la fatturazione elettronica? L’obbligo di emissione del documento rimane in vigore, ma con la fattura elettronica la legge prevede una semplificazione (Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2018) per la quale “Si dà la possibilità di emettere fatture entro 10 giorni dalla operazione alla quale si riferiscono. Inoltre, si prevede che le fatture debbano essere annotate nel registro entro il giorno 15 del mese successivo alla loro emissione.

Per “Data di emissione della fattura elettronica” è da intendersi quella che, all’interno del documento digitale, viene inserita nell’apposito campo Data all’interno della sezione Dati Generali. Qualora il documento in questione venisse respinto dal Sistema di Interscambio (SdI), con ricevuta di scarto inviata entro cinque giorni dall’invio all’SdI, la fattura elettronica viene considerata non emessa.

Fatture emesse in data successiva all’esecuzione della prestazione

Come detto, quindi, l’obbligo di emissione della fattura elettronica può avvenire entro dieci giorni dalla data di esecuzione della prestazione o effettuazione dell’operazione oggetto della fattura stessa. Questo è un dato molto importante soprattutto se si considerano le difficoltà che si avranno al momento del passaggio effettivo dalla fatturazione tradizionale a quella elettronica. A fare fede è la data di trasmissione all’SdI, qualora questa fosse differente da quella indicata nel documento fiscale.

Le precisazioni in merito alle sanzioni

Proprio per venire incontro ai contribuenti che dovranno gestire la novità della fatturazione elettronica, è stata emanato il decreto legge Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria dove, all’articolo 10 del DL 119/2018, nella sezione relativa alle Disposizioni in materia di semplificazione fiscale e di innovazione del processo tributario specifica quanto segue:

  • Non ci saranno sanzioni per i ritardi di trasmissione delle fatture elettroniche nei primi sei mesi del 2019, a patto che questo ritardo non comporti conseguenze sulla liquidazione dell’IVA;
  • Dal 1 luglio 2019 i ritardi verranno puniti con una sanzione ridotta dell’80%.

Resta invariato il discorso relativo alla distinzione tra il tipo di violazione, se formale o sostanziale. Le violazioni sostanziali sono passibili di denuncia con relativa pena pecuniaria (o di altra natura in base al tipo di reato), mentre per quel che riguarda le violazioni formali, proprio per tutelare i contribuenti in questi primi mesi di passaggio al nuovo sistema di fatturazione elettronica, esse saranno tollerate fino al 1 luglio 2019.

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