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Obbligo POS: Sanzioni E Norme Per I Professionisti

Obbligo POS: sanzioni e norme per i professionisti

Da anni in Italia si sta investendo per rendere i pagamenti sempre più sicuri e rapidi e l’introduzione dell’obbligo di accettare quelli digitali tramite POS mira anche alla riduzione dei cosiddetti pagamenti in nero. Nonostante la convenienza di questo tipo di sistema sono ancora molti i commercianti e i professionisti che non accettano pagamenti diversi da quelli in contanti. Eppure la normativa in merito è molto chiara ed è opportuno ribadire quali sono le leggi vigenti e, parallelamente, le sanzioni previste per chi non si adegua.

L’obbligo dei pagamenti tramite POS

La questione normativa sull’obbligo POS per i professionisti e i commercianti è più articolata e complessa di quanto si pensi. Questo è dovuto al fatto che nel corso degli anni sono state riviste alcune specifiche, anche per tentare di colmare un vuoto normativo che ha reso spesso inefficaci queste leggi. Il POS per i commercianti è divenuto obbligatorio in Italia con l’introduzione del Decreto Legge 179 del 2012. Da quel momento non tutti i commercianti hanno accettato di buon grado l’obbligo di dover permettere il pagamento tramite POS. Per questo motivo non è raro che in alcune attività commerciali venga ancora scoraggiato questo tipo di modalità di pagamento.

Per rispondere alle perplessità e alle difficoltà economiche degli esercenti è intervenuta la Legge di Stabilità del 2016 che ha ridotto le commissioni interbancarie sia per i pagamenti tramite carta di credito che per quelli tramite carta di debito.

Questo si è reso necessario in quanto in molti negozi veniva impedito il pagamento tramite POS per gli importi inferiori a un determinato importo. In questo modo formalmente i commercianti e i professionisti potevano dimostrare di avere un terminale per i pagamenti elettronici, ma poi di fatto evitavano il più possibile di utilizzarlo.

Parallelamente sono state introdotte anche altre normative, come il divieto di accettare pagamenti in contanti per importi superiori ai 3000€, sempre per supportare l’utilizzo dei sistemi di pagamento digitale.

Le sanzioni per i commercianti che non rispettano l’obbligo POS

Il problema più urgente per quel che riguarda l’applicazione dell’obbligo del POS è quello che riguarda le sanzioni. Inizialmente ogni commerciante e professionista tenuto ad accettare i pagamenti tramite POS era passibile di una sanzione di 30€ se sprovvisto di terminale. Vista l’inefficacia della norma si è passati a rendere i 30€ di multa relativi a ogni pagamento elettronico rifiutato. Il 1 giugno del 2018 il Consiglio di Stato (tramite il parere 1446), ha però sospeso le sanzioni, bloccando per l’ennesima volta l’iter di introduzione e stabilizzazione del sistema di pagamenti tramite POS. Il Consiglio di Stato ha valutato un vizio di forma in quanto non deve essere il Governo ma il Parlamento ha esprimere un parere su questo tipo di questioni.

Ad oggi quindi l’obbligo POS per commercianti e professionisti rimane valido, ma non sono previste sanzioni per chi non lo rispetta.

Commercianti e professionisti coinvolti ed esentati

In conclusione è bene ribadire quali sono i professionisti e i commercianti che hanno l’obbligo di accettare pagamenti tramite POS. Tra i commercianti ricordiamo i bar, i pub, i ristoranti, i negozianti e gli artigiani. Mentre per i professionisti gli ingegneri, gli avvocati, gli architetti e tutti coloro che hanno un rapporto diretto con il pubblico. Sono temporaneamente esclusi i benzinai e i tabaccai (in quanto ricevono operano come sostituti d’imposta) e i professionisti che operano in uno studio associato, ovvero che non hanno un rapporto diretto con il cliente finale.

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