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Pagamenti Tracciabili: Il Nuovo Corso Degli Stipendi

Pagamenti tracciabili: il nuovo corso degli stipendi

Dal 1 luglio 2018 in Italia è divenuto obbligatorio il pagamento degli stipendi tramite metodi tracciabili e, quindi, non più in contanti. Tale normativa a tratti rivoluzionaria prevede delle restrizioni, come vedremo, per alcune categorie, l’eventuale pena pecuniaria per i trasgressori e alcuni dettagli per il corretto svolgimento di questa nuova modalità di retribuzione. Vediamo di comprendere nel dettaglio quali sono gli aspetti di questa novità nel pagamento degli stipendi.

Le ragioni della riforma

La volontà di operare questo cambiamento nell’accredito degli stipendi tramite pagamento tracciabile mira a tutelare i lavoratori liberandoli dal ricatto di molti datori di lavoro che, a fronte di buste paga con un importo differente dall’effettivo pagamento, minacciano il licenziamento di chi non accetta tali pratiche.

Coloro che violassero la nuova norma sono soggetti a sanzioni pecuniarie che vanno da un minimo di mille euro ad un massimo di cinquemila; tale sanzioni è prevista anche qualora il bonifico venga successivamente annullato o l’assegno bloccato. In caso di violazione l’entità della pena viene calcolato in base alle mensilità sulle quali si è violata la legge e non sul numero dei lavoratori coinvolti nell’illecito.

Qualora lo ritenessero opportuno i datori di lavoro possono fare ricorso, entro trenta giorni dalla notifica del verbale.

Come funziona l’obbligo del pagamento degli stipendi in contanti

La legge che vieta i pagamenti in contanti per quel che riguarda gli stipendi dei lavoratori è la n. 205/2017 e l’aspetto che qui ci riguarda è trattato precisamente all’articolo 1 del comma 910 dove si legge: “A far data dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi”. Subito dopo si passa ad elencare i mezzi validi per legge che sono: il bonifico tramite codice IBAN identificativo, strumenti di pagamento elettronico, pagamento in contanti presso sportello postale o bancario (se il datore di lavoro ha un conto con mandato di pagamento), pagamento tramite carta prepagata priva di codice IBAN (in questo caso è obbligatorio conservare la ricevuta) o tramite assegno consegnato direttamente al dipendente.

In questo senso va anche specificato che la firma della busta paga non attesta la ricezione del pagamento che deve essere comunque eseguito tramite una delle modalità suddette.

Chi è esente

Sono coinvolti nell’obbligo di ricevere il pagamento degli stipendi tutti coloro che hanno un contratto a tempo determinato, a termine, part-time, di apprendistato, a chiamata, tramite cooperative, collaborazioni continuative e coordinate e, infine, qualsiasi tipo di lavoro subordinato.

Come abbiamo anticipato ci sono rapporti di lavoro che invece sono esclusi da questa novità sul pagamento degli stipendi. Questi sono i rapporti di lavoro che tutelano il lavoro domestico, quelli degli addetti ai servizi domestici e familiari siglati dalle principali associazioni sindacali e quelli che intercorrono con le pubbliche amministrazioni. Sono inoltre esenti gli stage (o tirocini formativi) e tutti i compensi che derivano da prestazioni occasionali e borse di studi.

Pagamento degli stipendi: i dettagli

Sulla questione del pagamento degli stipendi in contanti la legge è molto chiara e categorica e non ammette, salvo i casi di esenzione che abbiamo appena menzionato, il pagamento di nessuna parte dello stipendio tramite denaro contante, nemmeno degli acconti o dei pagamenti “parziali” (a giornata, a settimana, eccetera). Infine è da segnalare come se è prevista la sanzione per coloro che non si adeguano al pagamento tracciabile dello stipendio, non sono invece state adottate misure atte a prevenire il fenomeno per cui il lavoratore restituisca, in contanti, i soldi al proprio datore di lavoro, aggirando quindi di fatto le ragioni della nuova normativa sul pagamento degli stipendi.

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