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Quando E Perché Aprire Una Partita IVA

Quando e perché aprire una partita IVA

Intorno alla questione della partita IVA ruotano tanti discorsi, alcuni dei quali quasi leggendari e troppo spesso lontani dalla realtà, anche di quella recente che ha subito diversi cambiamenti. Non ultima quella relativa all’estensione dei termini per il cosiddetto regime forfettario, spesso considerato in alternativa alla formula di collaborazione come collaborazione occasionale.

Delle partita IVA si parla sempre in funzione alla tassazione, ma non è la partita IVA in sé a costituire il “problema”. Semmai è il regime fiscale di appartenenza che determina l’imposizione fiscale.

Di cosa si tratta

Propriamente per partita IVA è da intendersi un codice di 11 cifre che identifica un soggetto fiscalmente rilevabile. La struttura della partita IVA è composta dai primi due caratteri che sintetizzano il Paese di appartenenza (infatti le partite IVA italiane iniziano tutte con la sigla IT) a cui seguono altre cifre assegnate in automatico dall’Agenzia delle Entrate.

Quando è obbligatoria

L’apertura di una partita IVA è obbligatoria per tutti coloro che svolgono, sia autonomamente che costituendo una società, un’attività organizzata di tipo economico che ha lo scopo di produrre e vendere beni o servizi. Rientrano in questa categoria i liberi professionisti, i lavoratori autonomi, coloro che fanno parte di una società d’impresa e gli artisti. Anche coloro che appartengono ad un albo professionale, come può essere quello degli avvocati o dei commercialisti ha l’obbligo, se svolge autonomamente la propria attività, di aprire la partita IVA.

Quando conviene aprirla

Una valutazione di questo tipo non è sempre semplice, in quanto subentrano diversi elementi e fattori di analisi. In un periodo storico in cui si lamenta spesso la mancanza di lavoro e di condizioni favorevoli, è per molti un peso dover sostenere delle spese tali che sembrano erodere (parzialmente o completamente) i propri guadagni. Per questo è fondamentale avvalersi di una consulenza fiscale professionale, in modo tale da ottenere un’analisi dei costi e dei benefici e poter fare le dovute valutazioni. Il problema molto spesso è che l’apertura della partita IVA, come abbiamo visto, è obbligatoria per legge e a questo tipo di realtà è impossibile derogare. Molto dipende dall’entità dei guadagni che possono determinare la scelta tra questo e quel regime contabile.

Chi ha degli introiti maggiori ai 5000€ annui ha dei vantaggi, anche per regolarizzare la propria posizione, nell’aprire la partita IVA. Diversamente è un’analisi da fare con molta attenzione per evitare che i costi di gestione siano superiori ai guadagni veri e propri.

Quale partita IVA aprire

Come abbiamo anticipato il più delle volte la questione non è se conviene aprire una partita IVA, ma quale partita IVA conviene aprire. Introduciamo quindi il discorso dei regimi fiscali. In Italia sono disponibili il Regime Ordinario, il Regime Semplificato e il Regime Forfettario. Non c’è una scelta migliore delle altre in assoluto, in quanto tutto dipende dalla propria realtà professionale e dai propri introiti. Ogni regime ha i suoi pro e i suoi contro e anche per questo è preziosa la consulenza di un commercialista. In maniera sintetica possiamo riassumere che:

  • Regime Ordinario e Regime Semplificato – limite di fatturato di 400000€ per prestazioni e servizi e di 700000€ per altro tipo di attività;
  • Regime Forfettario – limite di 65000€ per prestazioni, servizi e altro tipo di attività.

Pagare meno tasse è un desiderio e un interesse diffuso, ma è una strada che va percorsa nei limiti della legalità, all’interno del sentiero tracciato da quelle che sono le possibilità previste dal Fisco per ogni tipo di realtà.

La scelta della partita IVA

Anche in funzione di quanto abbiamo appena detto è importante porsi alcune domande, che permettono di avere una panoramica il più dettagliata possibile su quelli che saranno i costi da sostenere a seguito dell’apertura della partita IVA. È doveroso quindi considerare:

  • i costi di apertura;
  • i costi fissi annuali;
  • il periodo in cui bisogna pagare le tasse.

In base a questo tipo di elementi è possibile comprendere meglio la propria situazione fiscale e fare scelte coerenti e vantaggiose nell’apertura della partita IVA. Essa non è la condanna per i lavoratori, quanto lo strumento che gli permette di operare regolarmente (anche se non è l’apertura in sé che rende lecite tutte le attività e le operazioni fiscali). Le tasse ci sono e la loro incidenza sui guadagni dei lavoratori è un discorso complesso che però non inficia la bontà e l’utilità in molti casi di aprire una partita IVA.

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