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Sport Bonus 2019, Ecco Le Novità

Sport Bonus 2019, ecco le novità

Uno dei principali problemi in cui versa il settore sportivo nazionale è quello degli impianti, spesso non a norma o che necessitano di importanti interventi di manutenzione. Dopo aver visto come accedere ai finanziamenti per lo sport vogliamo porre la nostra attenzione sul cosiddetto Sport Bonus 2019, il credito d’imposta destinato a sostenere il restauro e la costruzione di nuovi impianti sportivi.

Il credito d’imposta

introdotto per la prima volta lo scorso anno, lo Sport Bonus è stato confermato anche quest’anno nella Legge di bilancio (con i commi dal 621 al 627). Molte le novità e le estensioni che questo credito d’imposta introduce per il 2019. Questo credito d’imposta corrisponde al 65% della somma erogata per la ristrutturazione o la costruzione di una struttura sportiva. Questo credito è riconosciuto a coloro che verseranno delle erogazioni liberali con l’obiettivo di sostenere i lavori inerenti al restauro o all’edificazione di un nuovo impianto per lo sport.

Una delle prime novità del credito d’imposta Sport Bonus 2019 è che, rispetto allo scorso anno dove potevano accedervi solamente le imprese, è stato esteso anche agli enti non commerciali e alle persone fisiche.

L’erogazione liberale, in forma di denaro, può essere erogata sia nei confronti di chi è proprietario dell’impianto sportivo in questione (come può essere il Comune o un altro ente), sia nei confronti di chi detiene la concessione di quella struttura (come una SSD o un’ASD).

Come tutte le altre forme di finanziamento e incentivo fiscale, anche lo Sport Bonus 2019 deve essere eseguito tramite una forma di pagamento tracciabile. Sono quindi riconosciute valide le erogazioni liberali effettuate tramite bonifico, carta (di debito, di credito e prepagata) e assegni (sia bancari che circolari).

I limiti

Ci sono delle differenze sul reddito imponibile massimo che le persone fisiche, gli enti non commerciali o le imprese devono avere per poter usufruire dello Sport Bonus 2019. Se il soggetto erogatore è un’impresa il credito d’imposta non deve essere superiore all’1% dei ricavi annui dell’impresa. In questo caso il credito è diviso in tre quote annue dello stesso importo da applicare a compensazione tramite l’apposito modello F24. Nel caso degli enti non commerciali e delle persone fisiche, invece, il credito non deve essere superiore al 20% del reddito imponibile.

Inoltre per le imprese c’è un tetto massimo di 13.2 milioni di euro di risorse disponibili; limite non presente per il credito d’imposta per gli enti non commerciali e le persone fisiche.

Lo Sport Bonus 2019 deve essere riportato in dichiarazione dei redditi ed effettuato tramite il modello F24 che l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione tramite i servizi telematici. Questo credito d’imposta non va a incidere sul calcolo dell’imponibile per l’IRES, l’IRAP o l’IRPEF.

Infine coloro che effettuano un’erogazione liberale per lo Sport Bonus 2019 non possono, per quelle stesse somme, accedere ad altre agevolazioni fiscali.

I soggetti beneficiari

Coloro che beneficiano dello Sport Bonus 2019 devono tempestivamente comunicare l’importo delle somme ricevute e il fine per cui esse sono state erogate. Tale comunicazione deve essere effettuata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nello specifico all’Ufficio per lo sport. Contestualmente tale beneficio deve essere comunicato tramite mezzi informatici, come può essere il sito internet istituzionale dell’ente beneficiario. Entro il 30 giugno, per ogni anno fino al completamento dei lavori, il soggetto beneficiario deve comunicare all’Ufficio per lo sport lo stato dei lavori, rendicontando dettagliatamente l’utilizzo delle somme ricevute tramite lo Sport Bonus 2019.

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