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Tassazione Atleti Professionisti: Come Funziona

Tassazione atleti professionisti: come funziona

Il mondo del fisco legato allo sport è molto articolato e apparentemente complesso; proviamo a fare chiarezza su quel che riguarda la tassazione degli atleti professionisti in merito allo sfruttamento dell’immagine e a quello dei premi legati ai risultati sportivi. Tutto ruota intorno alla questione della tassazione del reddito di un atleta professionista. Vediamo di comprendere qual è la normativa vigente in materia.

Chi sono gli sportivi professionisti

È la legge 91/1981 a definire chi può essere considerato come uno sportivo professionista, ovvero coloro “che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle federazioni sportive nazionali. Secondo le norme emanate dalle federazioni stesse, con l’osservanza delle direttive stabilite dal CONI, per la distinzione dell’attività dilettantistica da quella professionistica”. È quindi compito di ogni singola federazione distinguere quali sono gli elementi che rendono un atleta professionista rispetto a uno dilettante.

Le tasse sul reddito degli sportivi

Per quel che riguarda la tassazione degli atleti professionisti bisogna comprendere se il loro tipo attività è da considerarsi come lavoro dipendente o come lavoro autonomo. Di per sé gli accordi tra la società sportiva e l’atleta prevedono un contratto di lavoro dipendente, ma non è da escludere la possibilità di siglare un accordo per lo svolgimento di un’attività di lavoro autonomo. Il lavoro autonomo si costituisce quando non vi è la continuità, che è l’elemento determinate per sottoscrivere un accordo come lavoro subordinato. Per essere autonomo il lavoro non deve essere superiore alle 8 ore settimanali o ai 5 giorni mensili o i trenta giorni annui. È il caso frequente di quegli atleti che svolgono l’attività sportiva solamente per un periodo di tempo limitato, ad esempio all’interno di una singola manifestazione sportiva.

Qualora l’atleta sigli un contratto di lavoro subordinato la tassazione è quella relativa ai redditi per il lavoro dipendente, nel quale la società sportiva opera come sostituto d’imposta, anche nel caso in cui gli atleti non siano residenti fiscalmente in Italia, a meno che non esista un accordo contro le doppie imposizioni.

Per quel che riguarda l’Irpef, allo stesso modo, gli atleti professionisti devono considerare in questo senso tutte le somme percepite per lo svolgimento del loro lavoro sportivo, sia quelli diretti legati allo stipendio che quelli ‘accessori’ legati ai premi.

I premi per i risultati sportivi

Abbiamo menzionato i premi per i risultati sportivi, sui quali bisogna fare una doverosa precisazione. La legge prevede che questi compensi non sono considerabili come quelli del lavoro dipendente stabile e continuativo e che quindi su di essi deve essere applicata la tassazione relativa al lavoro autonomo. Nel caso che i premi siano corrisposti per il raggiungimento di un determinato risultato sportivo, su di essi non va applicata la ritenuta del 20% a titolo di imposta. Nel caso invece che i premi siano legati alla vittoria di una o più competizioni sportive, vanno annoverati sotto il regime ordinario di tassazione Irpef, in quanto riconducibili al normale ambito delle prestazioni sportive erogate dall’atleta.

Lo sfruttamento dell’immagine di un atleta

Un altro aspetto da tenere bene in considerazione quando si parla di tassazione degli atleti professionisti è quella legata al cosiddetto sfruttamento del diritto d’immagine. È un argomento molto noto a chi segue gli sport più blasonati (il calcio soprattutto) dove l’immagine dell’atleta di turno può essere utilizzata per campagne promozionali e pubblicitarie anche esterne a quelle proprie della società sportiva per la quale milita. L’utilizzo delle divise ufficiali (sia per gli allenamenti, per le gare che quelle di rappresentanza), così come gli eventuali mezzi di trasporto utilizzati (se fornite da case automobilistiche con le quali c’è un accordo commerciale) sono soggetti alla tassazione relativa ai redditi maturati per il lavoro dipendente. Tutti questi aspetti sono trattati nell’apposita circolare n. 37/E emessa dall’Agenzia delle Entrate che affronta le Questioni fiscali di interesse delle società sportive.

L’Iva

Il lavoro in forma autonoma svolto dagli atleti professionisti non rientra nel computo dell’Iva, a meno che egli non percepisca dei compensi relativi a contratti di sponsorizzazione di grande valore commerciale ed economico. Questi contratti sono imponibili ai fini Iva, sia che siano siglati direttamente dall’atleta che se stipulati da una società dedita alla gestione e allo sfruttamento dei suoi diritti di immagine.

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