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Tasse ASD: Quali Sono I Compensi Esenti

Tasse ASD: quali sono i compensi esenti

Abbiamo già avuto modo di parlare dei compensi relativi ai collaboratori delle ASD (le Associazioni Sportive Dilettantistiche), in quanto ci sono diverse agevolazioni da tenere in considerazione. In realtà queste sono troppo spesso oggetto di abuso in quanto i cosiddetti “compensi esenti” vengono impiegati anche per la retribuzione dei lavoratori che non rientrano in questo tipo di agevolazioni. Per cui è importante tornare sull’argomento, fare chiarezza sulla materia e indicare quali sono le tasse che le ASD e le SSD devono pagare sui compensi pattuiti ai propri collaboratori.

Le tasse sui compensi

Esistono tre possibilità in cui si può ritrovare un’ASD per la gestione delle tasse da pagare sui compensi erogati ai propri collaboratori:

  • compensi fino a 10000€;
  • compensi tra i 10001€ e 30158€;
  • compensi superiori ai 30158€.

In tutti i casi le tasse che le ASD devono pagare non prevedono quelle relative all’Inail o ai contributi Inps. L’imposta che varia è quella dell’Irpef. Nel caso di compensi inferiori ai 10000€ le tasse dell’ASD sono pari a zero. Nel caso di compensi superiori ai diecimila euro ma inferiori ai 30158€, l’Irpef è al 23%, a titolo d’imposta, oltre alle addizionali. Infine, nel caso i compensi fossero superiori ai 30158€ l’ASD avrà delle tasse Irpef del 23%, a titolo di acconto, più le addizionali.

A marzo dell’anno successivo deve essere consegnata al collaboratore la Certificazione Unica che riepiloghi i compensi erogati nell’anno precedente. Il soggetto che ha ricevuto tali compensi dovrà presentare la Certificazione Unica a un CAF o al proprio commercialista, che provvederà a inserire tali importi nella Dichiarazione dei Redditi PF o, nel caso i compensi fossero superiori ai 10000€, il Modello 730.

I compensi esenti dalle tasse per le ASD

Come abbiamo avuto modo di anticipare all’inizio di questo approfondimento, molte ASD abusano dei cosiddetti “compensi esenti fino a 10000€”. Va ricordato che la legge che disciplina questa agevolazione, ovvero il Decreto del Presidente della Repubblica 917 del 22/12/1986, al Capo VII, articolo 67, comma 1, stabilisce che i redditi diversi inferiori ai 10000€ esenti dalle imposte sono:

  • le indennità di trasferta;
  • i rimborsi forfettari di spesa;
  • i premi e i compensi sportivi;
  • quelli erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto”.

Questo limita il campo a tutti quei compensi che non sono legati a contratti di lavoro autonomo, assimilato o da dipendente.

Consigli utili

Per evitare qualsiasi tipo di fraintendimento o problema, è sempre consigliabile firmare un contratto tra le parti che regolamenti la durata della prestazione sportiva, l’importo e la sua scadenza. Tale contratto va a garanzia di entrambe le parti. Inoltre le ASD devono emettere mensilmente una ricevuta di pagamento, da far firmare al collaboratore, che attesti l’erogazione del compenso pattuito e se si è superata o meno, la famosa soglia dei 10000€.

Questo tipo di agevolazioni riguarda quindi coloro che non fanno della collaborazione con l’ASD la loro principale fonte di reddito. I compensi esenti dalle tasse che paga l’ASD sono quelli dei collaboratori che sono studenti, pensionati o lavoratori presso altre realtà e che dalla collaborazione con l’associazione sportiva non ottengono la principale fonte del proprio reddito.

In conclusione e legandoci a quanto appena detto, è doveroso sottolineare come anche i dipendenti pubblici possano prestare servizio presso un’ASD o una SSD, purché sia fuori dal proprio orario di lavoro e completamente a titolo gratuito. Tale collaborazione permette di ottenere l’indennità da trasferta, ma non i compensi riservati agli sportivi. Per poter svolgere questo tipo di attività i dipendenti pubblici devono inviare una comunicazione all’amministrazione di cui fanno parte.

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